Consulenza aziendale
La realtà interna ed esterna dell'azienda va sempre più rapidamente
trasformandosi per effetto delle innovazioni di carattere tecnologico
e gestionale, nonché delle forze tecnico-economiche e delle spinte
e pressioni ambientali che i vari stakeholder dell'impresa esercitano
su questa. Ciò se da un lato crea nuove opportunità economiche,
dall'altro è fonte di nuovi e sempre più complessi problemi
per affrontare i quali è sempre più indispensabile poter
disporre di nuove tecniche e strumenti gestionali. Lo STUDIO CALVELLI
si avvale di professionisti che quotidianamente attuano una sintesi tra
le nuove conoscenze nel campo della gestione aziendale e la pluriennale
esperienza vissuta a diretto contatto con le varie realtà aziendali,
essi sono pertanto in grado di elaborare ed applicare le soluzioni più adatte
alle singole esigenze, creando nel contempo i presupposti per il passaggio
a soluzioni sempre più avanzate e sofisticate.
L'attività di consulenza dello STUDIO CALVELLI tende ad affrontare
i problemi aziendali secondo i criteri organizzativi più avanzati
e nello stesso tempo più pratici, adattando le soluzioni alle
specifiche esigenze delle singole aziende e curando l'applicazione diretta
delle soluzioni prospettate.
Il Check-Up
Gli interventi sono sempre preceduti da un'analisi avente lo scopo di:
conoscere la realtà aziendale
valutare la possibilità di efficaci interventi organizzativi
formulare concrete proposte di intervento.
Tale check up iniziale si compone delle seguenti fasi:
acquisizione documenti
acquisizione di informazioni che non sono reperibili su documenti contabili
elaborazione dell'analisi
redazione di una relazione esplicativa
discussione dei risultati con la direzione aziendale
La discussione finale dei risultati ottenuti con l'analisi, non impegnativa
per l'applicazione degli interventi evidenziati come necessari, ha il
fine di far emergere i reali problemi, le priorità ed i possibili
interventi solutivi.
Gli interventi applicabili all'interno della vostra impresa sono ricompresi
nei seguenti moduli.
1. CONTROLLO DI GESTIONE
L'attività d'impresa oltre che in senso storico deve essere analizzata in senso prospettico. Dato che l'impresa stessa rappresenta una realtà in continuo divenire inserita in un ambiente dinamico e turbolento, per l'imprenditore è più importante cercare di individuare le tendenze evolutive future delle componenti aziendali. In questo senso lo strumento principe di previsione è il budget, soprattutto se corredato da un'analisi degli scostamenti, ove viene messo a raffronto ciò che era stato previsto con ciò che realmente si è verificato, in modo da individuarne le cause. Viene inoltre preso in considerazione l'aspetto finanziario della gestione attraverso l'analisi per flussi finanziari, e l'utilizzo di strumenti quali il cash flow. Vengono inoltre utilizzati indicatori finanziari all'avanguardia quali pay out time e gaant al fine di ottenere un'analisi finanziaria più accurata.
- 1.1 Bilancio di previsione - Budget
- 1.1.a) Piano operativo
- 1.1.b) Preventivo finanziario
- 1.1.c) Piano degli investimenti
- 1.2 Rapporti ed analisi degli scostamenti
- 1.3 Analisi per flussi
- 1.3.a) Rendiconto finanziario
- 1.3.b) Cash flow
- 1.3.c) Analisi per flussi
- 1.4 Indicatori finanziari
- 1.4.a) Pay - Out Time
- 1.4.b) GAANT del singolo investimento
2. CONTROLLO ED ANALISI DEI COSTI AZIENDALI
L'analisi dei costi aziendali si ripropone attraverso il sistema della contabilità industriale una riclassificazione dei costi aziendali in modo da renderli, pur nel rispetto della normativa vigente, immediati, di facile comprensione ed utili per una serie di analisi sull'entità dei costi che realmente gravano su ogni singolo comparto dell'azienda. In questo senso l'adozione del direct costing ed il sistema dei centri di costo permette un'utile e proficua analisi sul sistema produttivo o commerciale dell'impresa e consentono di definire l'entità che ogni costo ha sui vari centri. Attraverso invece l'analisi differenziale viene studiata l'incidenza che i costi possono avere in caso di ipotesi di lavoro alternative oppure in caso di scelte strategiche di investimento diverse.
- 2.1 Contabilità industriale
- 2.1.a) Scelta del sistema ottimale
- 2.1.b) Definizione dei centri di costo
- 2.1.c) Definizione del piano dei conti
- 2.1.d) Introduzione del nuovo sistema
- 2.2 Analisi differenziale
- 2.2.a) Analisi differenziale dei costi
- 2.2.b) Scelta sulle alternative di sell or buy
- 2.2.c) Analisi di investimenti alternativi
3. DETERMINAZIONE MARGINALITA’ AZIENDALI
In una realtà aziendale sempre più complessa, non sempre le aziende sono in grado di determinare con esattezza i propri margini interni. La difficoltà consiste soprattutto nella scissione della performance complessiva nei risultati derivanti dai vari comparti aziendali, in modo che sia immediato individuare in che misura questi concorrono alla formazione del reddito complessivo (positivo o negativo), nonché la definizione dei settori su cui è più conveniente investire.
- 3.1 Determinazione marginalità interne
- 3.1.a) Individuazione dei comparti operativi
- 3.1.b) Riclassificazione bilancio secondo queste esigenze
- 3.1.c) Imputazione dei costi secondo il principio di competenza
- 3.1.d) Individuazione dei margini per comparti e del loro progressivo formarsi, analisi percentuale degli stessi.
- 3.2 Dimensione ottimale dell'impresa
- 3.2.a) Analisi del B. e. p. ed individuazione della dimensione aziendale ottimale.
- 3.2.b) B.e.p. settoriali ed analisi degli stessi
4. DETERMINAZIONE LISTINI PRODOTTI O COMMESS
La determinazione del giusto
prezzo di listino oppure del prezzo a cui effettuare una commessa è la
chiave di volta per una efficiente gestione aziendale (pensiamo a quante
volte ci accorgiamo dopo un po'
di tempo di aver praticato un prezzo inferiore ai nostri costi totali
determinando così una perdita).
A questo scopo lo STUDIO CALVELLI ha messo a punto una procedura operativa
attraverso la quale si perviene a tale risultato. Tale procedura, direttamente
discendente dal punto precedente, viene implementata in un software
personalizzato per ogni azienda. Il software viene impiantato al cliente
dai ns. consulenti
che ne illustrano anche il facile utilizzo operativo, cosicché l'azienda
può in seguito operare da sola. I risultati ottenuti possono quindi
essere analizzati in modo incrociato con i prezzi praticati, nonché con
i prezzi di mercato così da avere utili elementi per le decisioni
strategiche in materia di: politiche di vendita, sconti massimi praticabili,
posizionamento rispetto ai concorrenti diretti.
- 4.1 Determinazione del listino
- 4.1.a) Analisi necessarie per l'approntamento del software
- 4.1.b) Predisposizione del software e sua implementazione.
- 4.1.c) Relazione e regole per l'utilizzo pratico dello stesso.
- 4.2 Analisi dei risultati
ottenuti
- 4.2.a) Analisi degli scostamenti tra listino ottimale e prezzo praticato. Posizionamento rispetto ai prezzi praticati dai concorrenti, scontistica.
5. IMPOSTAZIONE E GESTIONE DELLE RETI DI VENDITA
Un buon sistema produttivo non è in grado di sviluppare appieno
le proprie potenzialità se non è supportato da un canale
distributivo adeguato. Per questo le reti di vendita assumono per le
aziende sempre una maggiore importanza.
Lo STUDIO CALVELLI grazie anche alle sinergie interne con la CALVELLI
RSP società di ricerca e selezione del personale è in grado
di offrire un valido aiuto e contributo. Oltre al canale distributivo
vengono analizzati anche le percentuali da offrire ai potenziali venditori
e tutti gli aspetti inerenti all'attività di questi. Vengono inoltre
effettuate delle ricerche di mercato, volte a stabilire il posizionamento
dell'impresa all'interno del mercato di riferimento oppure volte a stabilire
il mercato potenziale per nuovi prodotti o la quota potenziale che l'impresa
può aspirare a raggiungere in un mercato già esistente.
Sempre più spesso si rende necessaria la creazione di reti vendita
alternative plurimandatarie da sommare alla rete tradizionale oltre alla
creazione egestione di un CRM customer relationship management interno
La situazione di mercato impone una riflessione sull’organizzazione
commerciale di ogni azienda. Spesso ci troviamo in presenza di aziende
con potenzialità commerciali basse dovute a:
pochi agenti
copertura a “macchia di leopardo” o comunque non ottimale
zone servite male (agente saturo o non motivato o non efficiente ed efficace)
pochi distributori
clientela che non conosce il nostro reale assortimento di prodotti/servizi
creazione di una rete di plurimandatari e o di distributori che ci consentano
di:
recuperare fatturato perso
guadagnare quote di mercato
conquistare spazi commerciali lasciati liberi da concorrenti marginali
magari in difficoltà
conquistare spazi commerciali di altri
il tutto impostando una funzionalità che eviti i costi fissi ma
lavori essenzialmente a costi variabili (provvigioni di vendita)
METODOLOGIA:
1 - input della direzione generale / proprietà per le strategie
commerciali marketing
2 - strutturazione di un ufficio CRM interno che svolge attività di
selezione e supporto alla creazione e alla gestione della nuova rete
distributiva, valutazione performance, sopporto commerciale, gestione
statistiche.
3 - affiancamento e formazione da parte del responsabile vendite o “vecchi” venditori
alla nuova rete commerciale oltre ad attività di supporto da parte
dell’ufficio commerciale per preventivi, listini, offerte, disponibilità di
materiali, gestione ordini, gestione commesse, personalizzazioni, gestione
e rapporti fornitori, rapporti con magazzino e spedizioni.
4 - strutturazione e gestione di una reportistica di feed-back di da
parte dei venditori all’ufficio CRM
5 - reportistica di ritorno alla rete commerciale da parte del CRM su:
clienti “persi”, clienti “stanchi”, clienti top – meddle – bottom,
cross selling (piramide di Maslow), offerte in corso offerte evase, offerte
perse offerte aperte, scadenze di trattativa, ecc. come reale supporto
alle vendite.
6 - Reportistica alla direzione
- 5.1 Analisi di mercato
- 5.1.a) Analisi dell'attrattività del marcato di riferimento
- 5.1.b) Matrici per l'analisi del business
- 5.1.c) Domanda potenziale e quota di mercato potenziale dell'impresa
- 5.2 Impostazione e gestione della
rete di vendita
- 5.2.a) Analisi del modo di distribuzione più idoneo e scelta del canale distributivo appropriato.
- 5.2.b) Individuazione del delta tra prezzi di vendita e pareggio interno.
- 5.2.c) Impostazione scala provvigionale ed eventuale scala differenziale scontistica.
- 5.2.d) Impostazione di un programma software per il calcolo provvigionale.
6. ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE
In senso storico la gestione delle risorse umane è stata affrontata
anzitutto dalle grandi imprese, soprattutto multinazionali, e da quelle
a maggior tasso di redditività che hanno così trasformato
un problema in un punto di forza aziendale. Ormai da molti anni questa
problematica investe anche l'impresa media e medio - piccola. Una miglior
gestione delle risorse umane rappresenta senz'altro un vantaggio competitivo
notevole e una chiave per il successo aziendale. Tutto ciò richiede
all'impresa una gestione delle risorse umane attenta e sempre più professionale.
Inoltre una corretta pianificazione delle risorse umane, come la pianificazione
di qualsiasi altro fattore produttivo, si traduce in un vantaggio in
termini di costi.
L'organizzazione del personale deve poggiare i suoi fondamenti su una
serie di regole codificate, certe ed immediatamente controllabili. L'individuazione
dei compiti che ciascuno deve svolgere all'interno dell'azienda e dei
tempi necessari per il loro svolgimento è alla base di una buona
gestione delle risorse umane.
Ai fini di una buona organizzazione del personale sono inoltre disponibili
servizi volti all'ottenimento di finanziamenti a fondo perduto per attività di
formazione e riqualificazione di personale interno. Vengono finanziate
tutte le spese relative al corso di formazione
- 6.1 Principi di organizzazione del personale:
- 6.1.a) Analisi dei compiti e del personale
- 6.1.b) Creazione del mansionario
- 6.1.c) Determinazione dei tempi e carichi di lavoro
- 6.1.c) Analisi del clima aziendale
- 6.1.c) Analisi delle competenze
- 6.1.c) Coaching
- 6.1.c) Couseling
- 6.1.c) Mentoring
7. ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
Una fonte importante di riduzione degli sprechi interni che si traduce quindi in una diminuzione dei costi fissi può essere individuata in una buona organizzazione interna. Dal punto di vista dei rapporti personali questo deve portare ad una diminuzione delle frizioni e degli attriti interni. Una buona organizzazione deve infatti avere procedure certe e modulistica appropriata e immediatamente comprensibile a tutti.
- 7.1 Razionalizzazione del lavoro d'ufficio:
- 7.1.a) Revisione delle procedure
- 7.1.b) Creazione modulistica
- 7.1.c) Bilanciamento dei carichi di lavoro
- 7.1.d) Creazione posta interna
8. FINANZIARIO
A seguito dell'impostazione di processi di controllo di gestione si
evidenziano le tipologie ed entità delle necessità finanziarie.
E' possibile effettuare assistenza e scelta delle possibili fonti di
finanziamento sia a breve che a medio lungo termine con cura delle pratiche
di richiesta ed erogazione dei fondi.
Quando ricorrono i requisiti vengono studiati e realizzati progetti di
finanziamenti a fondo perduto e/o agevolati (iniziative comunitarie e/o
nazionali)